Gerusalemme, 22 luglio 2025 - Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e il Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, sottolineando la storica visita pastorale di Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme per i latini , e di Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo III, Patriarca di Gerusalemme. Insieme hanno portato un messaggio di consolazione e speranza a un popolo in lutto e un grido di coscienza a un mondo silenzioso.
Una commovente rappresentazione di una tragica realtà
La conferenza si è aperta con un video preparato dall'Ufficio Stampa del Patriarcato Latino, che mostrava scene reali da Gaza che illustravano le gravi sofferenze umanitarie e la vasta distruzione lasciata dalla guerra. Particolare attenzione è stata dedicata alla Parrocchia Latina della Sacra Famiglia, che è diventata un rifugio per decine di famiglie sfollate, sia cristiane che musulmane.
Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo III: La Chiesa è vicina a chi soffre
Nel suo discorso di apertura, il Patriarca Teofilo III ha espresso profondo dolore per ciò che ha visto a Gaza, affermando al contempo la fermezza della speranza nonostante la gravità del dolore: «Siamo entrati come servitori del Corpo sofferente di Cristo», ha detto.
«Tra le mura distrutte della Chiesa della Sacra Famiglia e i cuori feriti dei suoi fedeli, abbiamo assistito sia a un profondo dolore che a una speranza incrollabile. Ci siamo inginocchiati in preghiera accanto agli afflitti e abbiamo posto le nostre mani su coloro che desideravano conforto...".
Ha poi proseguito affermando che la missione della Chiesa in tempi di devastazione "è radicata nel ministero della presenza, dello stare accanto a coloro che piangono, della difesa della sacralità della vita e della testimonianza della luce che nessuna oscurità può spegnere... Ai bambini di Gaza diciamo: la Chiesa rimarrà al vostro fianco“. Ha invitato la comunità internazionale a rompere il silenzio, affermando che ”il silenzio di fronte alla sofferenza è un tradimento della coscienza".
Leggi il discorso completo del Patriarca Teofilo III
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa: Gaza non è sola, Cristo è presente
Il cardinale Pizzaballa ha parlato della visita pastorale dicendo: «Siamo tornati da Gaza con il cuore spezzato, ma anche incoraggiati dalla testimonianza di molte persone che abbiamo incontrato».
Ha descritto la scena come devastante ma piena di meravigliosa umanità, offrendo esempi descrittivi di «madri che preparano da mangiare per gli altri» tra le «tende che sono diventate case per coloro che hanno perso tutto».
Ha poi affermato che Cristo è sempre presente a Gaza: «È crocifisso nei corpi dei feriti, presente in ogni mano tesa per aiutare». E ha affermato che «non sono andati come inviati politici, ma come pastori. La Chiesa non abbandonerà il suo popolo».
Sua Beatitudine ha sottolineato che la missione della Chiesa a Gaza è universale e inclusiva: "I nostri ospedali, rifugi, scuole, parrocchie - San Porfirio, la Sacra Famiglia, l'ospedale arabo Al-Ahli, la Caritas - sono luoghi di incontro e condivisione per tutti: cristiani, musulmani, credenti, scettici, rifugiati, bambini. Gli aiuti umanitari non sono solo necessari, sono una questione di vita o di morte. Rifiutarlo non è un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un danno profondo".
Ha concluso ribadendo che una pace vera e duratura richiede un percorso di riconciliazione - "una riconciliazione autentica, dolorosa e coraggiosa. Non dimenticare, ma perdonare. Non cancellare le ferite, ma trasformarle in saggezza. Solo un tale percorso può rendere possibile la pace - non solo politicamente, ma anche umanamente".
Leggi il discorso del cardinale Pizzaballa per intero
Un appello congiunto alla coscienza globale
I due Patriarchi hanno lanciato un appello congiunto ai leader e ai decisori mondiali, chiedendo la fine della guerra, il rilascio dei detenuti e l'inizio di un vero processo di guarigione che restituisca vita e dignità a Gaza e all'intera Terra Santa.
Hanno anche ricordato le parole di Papa Leone XIV durante la preghiera dell'Angelus, in cui ha esortato la comunità internazionale a sostenere "il diritto umanitario e a rispettare l'obbligo di proteggere i civili, così come il divieto di punizioni collettive, l'uso indiscriminato della forza e lo spostamento forzato della popolazione".
Il principe El Hassan bin Talal: un grido di coscienza contro l'attacco ai luoghi di culto
Dopo i discorsi di apertura, è stato letto l'accorato discorso di Sua Altezza Reale il Principe El Hassan bin Talal, in cui ha espresso il suo profondo dolore per il bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia, che ha causato vittime e feriti. Ha affermato che le chiese e le moschee, in quanto case di Dio, devono essere risparmiate dagli orrori della guerra.
Ha affermato che: "Di fronte ai continui attacchi ai luoghi di culto..., devo dire che questi atti sono gravi crimini inaccettabili per qualsiasi coscienza umana. Moschee, chiese e case di culto sono le case di Dio e i santuari per coloro che credono in Lui. Violarli è un assalto alla libertà di culto, un diritto umano, legale e morale inalienabile che non può essere diviso o compromesso....Appello congiunto al Governo Nonostante tutto, i cristiani di Gaza, come i loro fratelli e sorelle musulmani, rimangono saldi di fronte all'ingiustizia, alla distruzione, alla violenza e all'intimidazione dall'inizio di questa guerra".
Dialogo con la stampa
La conferenza si è conclusa con una sessione di dialogo durante la quale i due Patriarchi hanno risposto alle domande dei giornalisti sul futuro della presenza cristiana a Gaza, sui meccanismi di distribuzione degli aiuti e sul ruolo della Chiesa nella prossima fase.
Questo incontro è stato più di una conferenza stampa: è stata una testimonianza vivente dell'impegno incrollabile della Chiesa a stare dalla parte degli oppressi e a proclamare il messaggio del Vangelo in tempo di guerra: "una pace giusta, una dignità incondizionata e un amore che trascende tutte le frontiere".







